04 Dicembre 2020
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Addestramento

Accoppiamenti selezionati, trepidanti attese, oculate scelte di maestri ferrati nel canto e di opportuna indole, gusto personale: tutti gli sforzi di un allevatore trovano come loro più alta concretizzazione il repertorio e la qualità canora degli esemplari stessi. A questo si arriva solo tramite una tecnica quanto mai personale ed affascinante: l´addestramento. Come ogni arte, anche questa non può essere suscettibile di una lettura univoca: ognuno segue un proprio indirizzo, frutto, sempre, di valutazioni profonde e ponderate.

Dovendo trattare di un argomento così multiforme, diventa utile soffermarsi almeno su quanto il tempo e l´esperienza hanno eletto come linea guida: la scuola di canto.
Dopo l´abbandono del nido, i piccoli vengono accolti in apposite voliere per permettere loro di irrobustirsi svolazzando. Questo consentirà all´allevatore una prima valutazione di massima sulla predisposizione dei singoli esemplari verso il canto e sulla loro tendenza a rispettare l´impronta canora che l´allevamento sta maturando selettivamente, suggerendogli, così, quali esemplari potranno essere ammessi presso la più esclusiva delle università: l´armadio scuola.
Le lezioni cominciano a muta ultimata, circa a fine Settembre, e proseguono lungo tutto il mese di Ottobre. Mensole o scaffalature ospiteranno diverse serie di gabbiette da competizione, disposte inizialmente le une accanto alle altre senza alcuna interposizione di schermature laterali o superiori. E´ necessario, infatti, procedere cercando di non traumatizzare i piccoli e, mai come in questo caso, l´unione può fare la forza: potranno scorgere attorno al loro alloggio gli altri esemplari e ne riceveranno beneficio e rassicurazione. Poichè successivamente si renderà necessario oscurare spesso la struttura mediante un telo scorrevole anteriormente, sarà opportuno far familiarizzare bene i volatili con la posizione di mangiatoie e contenitori d´acqua.
Il maestro dovrà essere alloggiato presso un´altra gabbietta, posta di fronte all´armadio scuola; sue qualità imprescindibili saranno l´essere assolutamente esente da difetti canori, l´avere una buona esperienza e continuità di canto, l´essere perfetto interprete, per quanto inconsapevole, delle scelte operate dal suo allevatore, in termini di repertorio e tipologia d´esecuzione, mediante un fine lavoro di selezione genetica. Queste considerazioni chiariscono anche il motivo per il quale l´uso di registrazioni canore, pur contemplabile non disponendo di un vero maestro, debba essere considerato comunque un ripiego.

Trascorso un primo periodo di adattamento, quantificabile in una decina di giorni, sarà opportuno sistemare degli schermi di cartoncino ai lati delle gabbiette e superiormente, sporgenti sufficientemente da impedire che gli esemplari possano vedere altro che il loro maestro. Analogamente si procederà schermando le pareti laterali dell´alloggio di quest´ultimo, affinchè la sua attenzione sia rivolta soltanto all´armadio. Inoltre, per evitare distrazioni di derivazione ambientale negli allievi, sarà fatto scorrere il telo anteriore, immergendo nella penombra l´intera struttura per gran parte della giornata e facendo sì che l´unica stimolazione possibile in questa fase sia quella rappresentata dal canto del loro docente.

Fondamentale risulta anche la somministrazione di una dieta appropriata durante questo periodo di allenamento. Si sfruttano, in tal senso, le riconosciute proprietà del ravizzone quale stimolante dell´attività canora. Questo costituirà l´unico seme somministrato in questa fase, ad eccezione di un paio di giornate settimanali, nelle quali si provvederà ad un´importantissima integrazione con una miscela opportunamente bilanciata. Questa prevederà la presenza di scagliola, per la sua metà complessiva; di avena, canapa e niger, in quantità uguali tra loro e pari, singolarmente prese, ad un decimo di quella totale; di papavero, in quantità appena inferiore a quella precedente; di lino e lattuga, ancora meno abbondanti.
Sempre nell´ottica di una somministrazione alimentare mirata verso certi obbiettivi, ma mai dimentica di equilibri vitali, sarà indispensabile la somministrazione di sali minerali e vitamine mediante l´offerta, ad esempio, di bocconcini di mela.

A Novembre si inaugura il periodo delle interrogazioni, temuto dai piccoli non meno di quanto facciano gli stessi uomini.
Vengono prelevate sequenzialmente delle gabbiette a piccoli gruppi e disposte per circa un´ora su di un tavolo, una sull´altra; si avrà cura di variare nei giorni successivi la loro posizione reciproca, affinchè gli esemplari non si abituino soltanto ad una certa sistemazione, e di lasciare invariata l´ubicazione del maestro.
Dopo un primo periodo di probabile disagio, i volatili si abitueranno alla presenza dell´uomo che, giorno dopo giorno, provvederà, tra l´altro, ad avvicinare la sua posizione d´ascolto al tavolo; comincerà restando defilato, nei primissimi giorni, e si avvicinerà gradualmente, fino a simulare la posizione che sarà propria di un giudice.
Molto utile si potrà rivelare la somministrazione di cibo, al termine dell´operazione, per ogni gruppetto di soggetti, così da creare in loro l´aspettativa di una ricompensa.

Terminate le lezioni, arrivano gli esami: la gara.
Questa non sarà soltanto una prova per il canarino, ma, ancora di più, un bilancio per il paziente lavoro del suo allevatore.

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